Finalmente arriva l'inizio della Phd School. Siccome l'apertura è prevista per il pomeriggio, decidiamo di dedicare la mattinata alla visita del quartiere ebraico. Così, dopo una abbondante colazione, con il fedele zaino di Enrico sulle spalle, ci incamminiamo a sud della città in cerca della celebre fabbrica di Shindler. La temperatura è abbastanza rigida, ma il sole mitiga un po' e, evitando accuratamente le zone d'ombra, camminiamo senza patire più di tanto il freddo. Sulla carta la nostra meta sembra abbastanza vicina, ma, in realtà, ci troviamo a camminare per più di un'ora.

Il quartiere ebraico stona un po' con il centro della città. Per quanto poco lontano, si vede subito che siamo in una città dell'est. Ci sono muri crollati, palazzi diroccati e, addirittura, una fila di Fiat 126. Il tutto attorniato da una imponente architettura decisamente comunista. Procediamo con il giro turistico, ma non riusciamo, complice il poco tempo, a trovare la famosa fabbrica. Ci riproponiamo di ritornarvi più avanti e ci preoccupiamo di trovare un tram per tornare verso il centro.
In poco tempo arriva l'ora di raggiungere la facoltà di telecomunicazioni così, fatti gli ultimi ritocchi alle presentazioni, ci avviamo verso l'ateneo. Arriviamo giusto in tempo per l'inizio delle presentazioni degli studenti. Ci rendiamo conto che tutti sanno già quando dovranno parlare, tranne noi. Che abbiano distribuito l'ordine di presentazione prima che noi arrivassimo? Che sia stato fatto tutto per email e non abbiamo visto la posta (che arriva alla mail di facoltà)? Chiediamo informazioni ai vicini di banco e scopriamo che l'ordine è stato pubblicato online. Panico! Recuperiamo, in qualche modo, un accesso alla rete wifi e corriamo ad aprire il sito dell'evento. Mentre cerchiamo inizia la presentazione un certo Stefan. Troviamo la lista, la scorriamo... Stefan... Enrico! Oh Signore, tocca a noi!!
Tra l'altro, le presentazioni che abbiamo visto nella prima mezz'ora parlano tutte esplicitamente di traffico e sicurezza nelle reti e il pensiero di entrambi è: "non c'entriamo un piffero". Enrico si lancia. Inizia la sua presentazione sul Document Understanding. Da bravo italiano gesticola quanto basta, ma riesce a fare una signora presentazione e alla fine la platea pare interessata e porge alcune domande. Ci domandiamo come mai, ma presto lo capiremo...

Subito dopo tocca ad Andrea. Per la quinta volta parlerà della "Annotazione Automatica". La presentazione riscuote consensi e, oltre alle domande di rito su "ma funziona anche con persone non famose?", viene sollevata la questione delle privacy. Inizia lo show di Andrea che si scaglia contro Facebook ed affini, la discussione si espande alla platea, ma alla fine si risolve a tarallucci e vino. Poi una ragazza solleva la mano per fare un'altra domanda e Andrea la accoglie con fare sconsolate, della serie "potrò mai tornare al mio posto?".
Si prosegue con la sessione degli studenti, presenta una ragazza olandese tutta in tiro. Non si riesce a capire cosa stia facendo, tanto che il "session chair" la bacchetta facendole notare la pochezza della presentazione. Siccome la ragazza aveva usato il portatile di Enrico, abbandonato vilmente da Andrea dopo la sua presentazione, i nostri eroi corrono a recuperarlo. Enrico allora tende una trappola ad Andrea, che è solito millantare doti da seduttore: parla male di lui alla ragazza sostenendo di aver lasciato i suoi dati personale alla mercé di chiunque (alla faccia della privacy). Quindi lo chiama in causa e la ragazza, ovviamente, gli fa notare che doveva aspettarselo, essendo lui qullo contro la privacy. A quel punto Enrico prende a gomitate Andrea dicendogli "dai, dai", e il cadorino si lancia in un improbabile "visto che io sono contro la privacy, che ne dici di lasciarmi il numero di telefono?". La ragazza reagisce bene, troppo bene, e svicola proponendogli il numero dell'azienda in cui lavora. Andrea se ne torna al posto che le pive nel sacco.
Piccola pausa e si riprende con le presentazioni di chi fa ricerca nel campo del QoE: quality of experience. A nostro modesto parere, nulla di che: fuffa. Nemmeno loro sanno, per loro stessa ammissione, quale possa essere una metrica adatta per la valutazione e sembrano digiuni di molte tecniche di machine learning, tant'è vero che il "session chair" lo fa notare un po' a tutti. Ecco spiegato il motivo dell'interesse suscitato dalle nostre ricerche: almeno noi facciamo qualcosa!
Finite le presentazioni ci diamo alla serata social. Come prima cosa visitiamo il museo sotto al mercato coperto nella piazza centrale. Enrico sostiene, a ragione, che a Zuglio ci siano molte più cose da vedere. Per fortuna siamo entrati gratis per non si sa bene quale motivo. Quindi ci dirigiamo vero un ristorante consigliato dall'organizzatore per mangiare tipicamente polacco. Il posto è un po' turistico, a nostro modesto parere, e alla fine a decidere per noi è il cameriere. Scopriamo che non solo Enrico è vegetariano, così, mentre il resto della ciurma si rimpinza di carne, lui e una ragazza algerina si dedicano ad una zuppa di funghi.

Entrambi conveniamo che il ragazzo panamense che studia a Berlino sia troppo loquace perfino per due italiani, il che è tutto dire. In ogni caso la serata fila liscia e facciamo conoscenza con un turco, una colombiana, un austriaco appassionato di bicicletta e un meridionale emigrato in Austria. A fine serata ci stacchiamo dal gruppo che va a bere vodka (con loro c'è Miguel, il panamense, ne abbiamo avuto a sufficienza; anche se Enrico avrebbe la tentazione di sfidarlo a bere per vedere chi regge meglio. Figurati se un panamense può reggere l'alcol come un friulano... scherzi?) e con noi vengono via anche un cinese attempato, la colombiana e la ragazza olandese. Nel tragitto verso casa abbiamo una sorpresa: la ragazza olandese parla benissimo l'italiano. Quasi meglio di certe persone del sud Italia. Grazie al cielo non abbiamo fatto gaffe parlando male di lei in italiano tra di noi. Buono a sapersi per il futuro! Ovviamente, se ve lo steste chiedendo, il motivo per cui parla così bene la nostra lingua è che ha avuto per due anni un ragazzo di Perugia. Non avevamo dubbi. Ecco anche spiegato come abbia risposto prontamente all'improbabile abbordaggio di Andrea... è abituata alle tattiche italiote.
Rincuorati per la mancata figuraccia, ci ritiriamo in albergo per riposare in vista della giornata di domani: si parlerà di Machine Learning! Non vediamo l'ora.