domenica 19 febbraio 2012

Phd School: come back home!

Ultima giornata in terra polacca. Visto che dobbiamo prendere l'aereo alle 18.20, Enrico decide che sarebbe bene svegliarsi alle 9. Anzi, forse è meglio alle 8.45, per non correre rischi. Andrea fa finta di dormire, ma non resiste per molto, così andiamo a fare la solita abbondante colazione e ci prepariamo per lasciare l'albergo. Pagato il conto lasciamo i bagagli in custodia al portiere e ci avviamo verso il centro per un'ultima visita.

Passeggiando per la piazza del mercato, l'attenzione di Enrico viene attirata da una scritta familiare sulle finestre:  abbiamo trovato la sede polacca di Google! Per la cronaca stanno assumendo personale. Andrea scopre cosa vuole fare da grande e ci pensa seriamente. (Enrico ci tiene a sottolineare che non ci siano dubbi sulle motivazioni).





Continuando nella passeggiata troviamo una pasticceria che in vetrina presenta delle torte davvero ben fatte. Una in particolare incanta Andrea. Si cercano volontari/e per una riproduzione fedele!



Andiamo verso l'ufficio delle poste per spedire le doverose cartoline. L'acquisto dei francobolli si rivela più complicato del previsto, dato che l'interazione con l'utente degli impiegati polacchi ricorda molto quello dei loro colleghi italiani. Per restare in tema, una pessima QoE!
Sentiamo per l'ennesima volta il trombettista che dalla torre suona la solita, triste melodia allo scoccare dell'ora e ci fermiamo a guardare dei locali impegnati nel liberare i tetti dalla neve. Qui è un'operazione comune e frequente e il rumore della neve che cade sembra quello di un bombardamento aereo, ma ormai ci siamo abituati.

Ci dedichiamo al doveroso shopping da turisti, facciamo i conti di quanti Zloty ci restino in tasca e decidiamo di spenderli in Pierogi z Miesem e Pierogi z Kapusta, i tortellini tipici polacchi. Abbiamo scoperto che saziano molto di più del equivalente nostrano e costano decisamente poco e sono perfetti per arrivare fino Italia per l'ora di cena. Ci concediamo perfino l'ultima birra polacca che, se non si fosse ancora capito, costa quanto l'acqua. Puntiamo al ristorante che ci ha ospitati la prima sera... ci sembra la soluzione più comoda e poi Andrea vuole rivedere le cameriere!



Dopo un pranzo molto soddisfacente, torniamo in albergo, recuperiamo e ci avviamo verso la stazione. Qui incontriamo di nuovo il cinese chiacchierone della Phd School, un brivido ci corre lungo la schiena, ma per fortuna deve ancora fare il biglietto e la puntualità delle ferrovie polacche ci salva. Il viaggio verso l'aeroporto è rapido, ma Enrico trova lo stesso il tempo di fare un pisolino.

Facciamo il check-in, passiamo i controlli di sicurezza e non troviamo di meglio da fare che aspettare guardando i controlli fatti dai militarti in maniera decisa, rapida e severa, ma allo stesso tempo rispettosa e gentile. Andrea ne approfitta per lustrarsi gli occhi un'ultima volta, Enrico invece dorme.



Il volo parte un po' in ritardo, ma è tranquillo e arriviamo a Bologna con  addirittura 5 minuti d'anticipo. Raggiungiamo a piedi l'uscita e i bagagli arrivano praticamente subito. Va tutto alla perfezione e arriviamo in stazione con ben 2 ore di anticipo.



Ci va un po' peggio coi treni. Se fino a da Bologna a Mestre tutto va bene, nella stazione veneta dobbiamo aspettare un'ora abbondante per prendere la coincidenza. Purtroppo abbiamo scelto la giornata sbagliata per tornare: è sabato e c'è il carnevale di Venezia. Enrico riesce a malapena a salire sul treno per Udine, strapieno, e Andrea deve farsi un pezzo in piedi sul treno che lo riporterà a Trieste.


Per la cronaca, tra i ragazzi seduti ce ne sono tre che pensano il treno stia andando a Treviso e scoprono l'amara verità solo quando Andrea glielo fa notare con una vena lievemente ironica: loro sono seduti, ma sul treno sbagliato, lui in piedi in quello giusto.

Così si conclude la nostra avventura polacca! Buonanotte a tutti!

sabato 18 febbraio 2012

Phd School: the last day!

La mattinata inizia con molta fatica... ci aspetta l'ultima lezione alle 9:30 e la notte brava si fa sentire. Enrico da buon friulano riesce ad alzarsi quasi puntuale, Andrea invece indugia fra le braccia di Morfeo.


Enrico è seriamente preoccupato di arrivare in ritardo a lezione, e fatta colazione camminiamo spediti verso l'università... per l'ultima volta. Appena giunti (in leggero ritardo) ci rendiamo conto di essere fra i pochi sopravvissuti e che prima di noi sono arrivati solo quelli che hanno fatto la notte in bianco. Aspettiamo che arrivino altri studenti per iniziare l'ultima sessione relativa al QoE.
Concludiamo velocemente e in maniera molto leggera, compiliamo il questionario di valutazione sul corso e i nostri obblighi accademici sono terminati!

Veniamo coinvolti nell'ultimo pranzo sociale, ci diamo appuntamento per l'una per aspettare gli ultimi arrivi e, nel frattempo, ci organizziamo per sfruttare fino in fondo, da veri accattoni informatici, tutta la connettività disponibile.



Guidati dall'organizzatore locale, che ormai ci tratta come se fossimo la sua grande ed ingombrate famiglia, ci dirigiamo verso un piccolo ristorante nel campus che letteralmente occupiamo. Durante la strada Lucjen (l'organizzatore) si nasconde rapidamente dietro ad un muretto e inizia a scagliare palle di neve verso gli studenti... si innesca una guerriglia tutti-contro-tutti che dura alcuni minuti! Possiamo affermare che i polacchi sono sicuramente di compagnia e alla mano. Ci chiediamo cosa avrebbe fatto Eric Medvet se fosse stato lui il padrone di casa.
Ci concediamo quindi l'ultimo pranzo veramente polacco notrendoci con Pirogi e Zapiekanka.



Finito il pranzo e scambiate le ultime chiacchiere ci congediamo dagli altri studenti e docenti. Riusciamo miracolosamente a scaricare il cinese (quello della sera prima) che cercava compagnia per il suo shopping pomeridiano, e torniamo verso l'hotel.
Lungo il tragitto la nostra attenzione viene attirata da una pubblicità che "colpisce"! Decisamente si può parlare di una banca particolare: qui probabilmente gli assegni vengono girati con un calcio rotante :)


Arrivati in hotel completiamo il post di laboratorio del giorno precedente, pubblicato in ritardo per motivi tecnici. Più che per senso del dovere, lo facciamo per tacitare le continue lamentele di Giorgio (evidentemente il reader era già arrivato a quota zero elementi).

Sfruttiamo il pomeriggio per completare il giro turistico. Enrico trascina il povero Andrea in un "pellegrinaggio" su un paio di luoghi in cui visse Giovanni Paolo II. La tattica usata da Enrico è fine: dice ad Andrea che sua nonna sarebbe sicuramente fiera di lui.


Il nostro giro turistico prosegue con il quartiere ebraico. Nel mentre la neve si è trasformata in pioggia e ciò rende il nostro incedere più fastidioso. Zuppi d'acqua arriviamo alla celebre fabbrica di Schindler, con museo annesso. Tuttavia non riusciamo a visitarla per non si sa bene quale motivo, visto che il custode parla solo polacco. Ci accontentiamo quindi di una foto ricordo sotto la targa e torniamo, questa volta con i mezzi pubblici, verso casa.


Una volta asciugate le nostre stanche membra, usciamo per cenare. Dopo fin troppi pasti tipicamente polacchi decidiamo di concederci un sano cibo nostrano: andiamo da McDonald. Finita la cena conveniamo che ci siamo meritati una ultima birra serale e cerchiamo un locale adeguato. Dopo una lunga scarpinata Enrico, da buon friulano, fiuta un locale nel quale fanno karaoke con band che suona dal vivo. Andrea è felice: siamo nella piazza principale di Cracovia, c'è musica live e la birra costa sempre come l'acqua... incredibile!


Passata una piacevole e spensierata serata, torniamo in albergo per il meritato riposo. Domani si torna in patria. Andrea sottolinea che "sarà dura". Salutiamo Cracovia by night con un'ultima foto.






venerdì 17 febbraio 2012

Mailto e Chrome

Se usate Chrome per leggere la posta allora potete configurarlo affinché si occupi lui di aprire i link di tipo "mailto://"
1) aprire una console javascript SULLA PAGINA di gmail
2) copiare questo testo
navigator.registerProtocolHandler("mailto",
"https://mail.google.com/mail/?extsrc=mailto&url=%s",
"Gmail");
3) accettare la richiesta che appare in alto

Phd School: day 4!

Arriva il quarto giorno di lezione. Alla Phd School ci aspetta la seconda parte delle lezioni sul QoE. Facciamo una abbondante colazione e, constato che nevica poco o niente, ci avviamo verso l'università. La mattinata è tranquilla, forse un po' noiosa, e la cosa più interessante da segnalare è che ci fanno trovare dei dolci tipici polacchi di carnevale.

specialità polacche (e olandesi)

Finito di ascoltare un altro po' di fuffa sul QoE (ci spiace, ma non ci ha convinto per nulla), andiamo a pranzo con un gruppetto di persone. Ci trascinano in una pizzeria! Sì, proprio una pizzeria polacca, arghh! Constato che non esiste una vera e propria relazione tra le nostre solite pizze e quello vendute qui, ordiniamo una pizza grande da dividere in tre. Pensiamo di aver ordinato una pizza al tonno, come era scritto sul menù, ma ci arriva un indescrivibile accozzaglia di tonno, cozze, gamberetti e acciughe. Non proprio il tipo di pizza che ci saremmo aspettati.



A parte l'aspetto e il condimento, l'impasto non è male, quindi la mangiamo senza troppi patemi. Curiosamente ci portano anche del ketchup e della maionese. Eretici! Durante il pranzo socializziamo con un cinese emigrato in Irlanda. Ci tempesta di domande sull'Italia e parliamo un po' dei problemi del nostro e del suo paese.

Riprendiamo le lezioni in laboratorio. Facciamo un po' di esercizi con matlab, ma la cosa non ci solletica più di tanto. Arriva il momento dell'ultimo argomento: "Subjective experiments". La lezione si anima e si accende una discussione filosofica sul significato di QoE, soggettività e intelligenza artificiale. Molto interessante, tuttavia serve solo a confermare il nostro pensiero (fuffa).

Finite le lezioni ci organizziamo per l'ultima serata del corso. Il programma prevede una sessione alla laserarena e poi una cena collettiva. Restiamo d'accordo con gli altri che ci saremmo trovati in università alle 18.20, ma quando arriviamo all'appuntamento con un minuto (un minuto!) di ritardo, non troviamo più nessuno. Iniziamo la nostra scarpinata verso la laserarena che non sappiamo esattamente dove sia, ma sicuramente è lontana. Durante la scarpinata Andrea è più pessimista e pensa ci abbiano tirato volutamente pacco, Enrico invece è il solito ottimista e propende per un fraintendimento. In qualche modo troviamo il posto e scopriamo che anche l'altro italiano è in ritardo e disperso. Finalmente capiamo dove si trova questa arena ed entriamo. L'ingresso è un vero labirinto di corridoi e porte. Molto inquietante.



Con un po' di fatica riusciamo ad aggregarci agli altri, che stanno già giocando da mezzora,  e siamo pronti per il secondo round.


La battaglia è divertente, ma come al solito Andrea riesce a mettersi nelle condizioni peggiori: la batteria del suo fucile si scarica e così lui continua a non sparare. Ovviamente, essendo la prima volta, non se ne rende conto finchè non si domanda se sia lui così scarso da morire sempre o se il fucile abbia qualcosa che non va. Finita la battaglia arriva il conto dei morti. Ormai Andrea è abituato ad allungare le classifiche, quindi non vale la pena dilungarsi, Enrico invece fa un discreto punteggio. Alla fine, in ogni caso, siamo tutti provati.



Andiamo in centro per la cena dove ci aspetta la metà del gruppo che non ha partecipato allo "scontro". La serata è allegra, forse anche per merito della birra che costa quanto l'acqua! Finiamo con un giro di vodka e un altro giro offerto dalla casa, tutti rigorosamente bevuti "al salto". Durante la cena il cinese conosciuto a pranzo decide di voler godere della nostra compagnia e si siede vicino a noi e all'altro italiano. Per tutto il tempo ci riempe di domande sulla morale italiana riguardo alle relazioni di coppia, sulle possibilità che ha una donna divorziata e con figli di trovare un compagno e così via. Scopriamo che lui è sposato ed ha un figlio di 8 mesi, ma sembra alla ricerca di altre donne. Mah! Oltre a questo dice che, per quanto Andrea sembri italiano (?), Enrico non lo sembra per nulla: forse, visti i capelli ricci, potrebbe essere ebreo! Non solo! Presa un po' di confidenza, dichiara che il friulano è il sosia di un personaggio di "The Big Bang Theory". Ci pensa un po' su e poi esclama "You are Leonard!" (e comincia a fare un servizio fotografico di Enrico). La cosa ci lascia un po' perplessi, ma se lo dice lui...


A fine serata tutti assieme ci spostiamo in uno dei tanti locali notturni di Cracovia. Scopriamo che uno degli studenti finlandesi compie gli anni, quindi la festa entra nel vivo. Balli, danze, chiacchiere e l'immancabile vodka. Il docente uruguaiano di ML è anche un provetto ballerino e si scatena sulla pista. Dopo poco passiamo in un altro locale dove, ovviamente, ci viene offerto un altro giro di voka e così via. Alla fine arrivano le 3 di notte e ci ritroviamo in un locale sotterraneo arredato con oggetti provenienti dal periodo comunista. Con classe ci defiliamo e lasciamo quello che resta del gruppo a bere: in fondo, domani mattina alle 9, dobbiamo concludere le lezioni...

giovedì 16 febbraio 2012

Phd School: day 3!

Oggi ci siamo svegliati con la neve! Durante la notte una copiosa nevicata ha ricoperto l'intera città di Cracovia. Dobbiamo essere in università per le 9 oggi quindi, fatta la nostra ormai abituale prima colazione abbondante, in pratica un pasto vero e proprio, ci affrettiamo per affrontare le strade imbiancate. Il friulano, però, non è abituato a questo tempo e fa l'errore di uscire con le scarpe leggere. Dopo i primi passi si accorge di non avere molta stabilità, fa retromarcia e corre ad infilarsi un paio di scarponcini.


Arriviamo in al dipartimenti di telecomunicazioni giusti giusti, ma la maggior parte degli studenti sono in ritardo, così ne approfittiamo per bere un caffè e fare quattro chiacchiere con l'oratore della mattinata, il professor Mellia del Politecnico di Torino. Subito dopo inizia la sua lezione sulla classificazione del traffico di rete, in particolare si sofferma su skype, che essendo cifrato, di diversa natura (chat, video, voip) e p2p è molto difficile da riconoscere. La lezione è interessante e ben fatta, inoltre il professore è dichiaratamente tifoso della Juventus e la cosa inorgoglisce Andrea.

Al termine della mattinata ci "splittiamo" in alcuni "cluster" e andiamo a mangiare nelle vicinanze. Noi ovviamente facciamo gruppo con gli altri italiani. Finiamo in un ristorantino del campus in cui mangiamo, ancora, specialità polacche. Circa. Enrico si da ad un burrito, ma non è il solo e nessuno se ne accorge. Andrea invece si concede la versione polacca della cotoletta: impanata col sesamo.


Ritornati in aula, è l'ora del laboratorio. Dobbiamo classificare diversi tipi di traffico skype. Per noi sono pronte delle postazioni ubuntu con skype preinstallato. Ci viene spiegato come raccogliere ed analizzare i pacchetti con tcpdump per estrarre le features di vari codec diversi usati da skype. Intanto fuori i fiocchi scendono sempre più copiosi.


A metà pomeriggio si cambia argomento: è l'ora della Quality of Experience (QoE). Si tratta sostanzialmente del QoS legato alla percezione dell'utente. In soldoni, la differenza sta nel fatto che se per il QoS si può determinare la qualità del servizio a partire da un insieme di parametri, nel QoE la cosa diventa soggettiva e basata sull'esperienza, appunto, del singolo utente. Siamo perplessi. Siccome ci parlano anche di psicologi e sociologi, tutto questo aumenta la nostra perplessità. Anche i colleghi italiani si dimostrano perlomeno dubbiosi. Mah! Domani vedremo durante il laboratorio se le cose diventeranno meno fumose.

Uscendo dall'aula, Andrea decide di far felice Fabiano e si fa fotografare con la studentessa olandese. Pur ricordando bene che la ragazza parla perfettamente l'italiano, Andrea si rivolge ad Enrico dicendo "dai che facciamo la foto con la tipa". Questo provoca un certo risentimento nella ragazza, tuttavia si concede per una foto sotto la neve.


Se è vero che Andrea ha smanie da protagonismo, anche Enrico, nel suo piccolo, cerca di fare il suo. Così, raccolta la sfida di Eric, si fa riprendere mentre cammina, ma dovremmo dire "zompetta", sotto la neve.


Torniamo in albergo, ci sistemiamo e siamo pronti per uscire. Facciamo un rapido giro sotto la neve, fotografiamo la sede storia dell'università e poi cerchiamo un posto dove cenare. Enrico fa felice Andrea e gli permette di abbandonare la cucina tipica polacca, per una sera, in favore di un filetto di manzo (a prezzo stracciato!).


Tornando verso casa facciamo un giro largo e troviamo due cose decisamente interessanti... La prima è la conferma che il dominio friulano si estende oltre l'immaginabile: i parcometri polacchi sono rigorosamente made in Friûl! La seconda è un negozio che farà la felicità di Eric....


martedì 14 febbraio 2012

Phd School: day 2!

Oggi è la giornata delle vere e proprie lezioni, alle 9:20 siamo già nell'aula del corso e sorprendentemente ad essere in anticipo siamo noi e un altro italiano. La giornata inizia con le ultimissime presentazioni degli studenti. Una di queste è proprio del terzo italiano mattiniero, in realtà un siciliano emigrato a Vienna... la sua presentazione è una delle più interessanti dei due giorni e tratta di tracciamento di utenti mobili usando dati di celle.

Terminata questa sessione inizia l'argomento centrale della giornata: il machine learning. Sorprendentemente scopriamo che tutti gli altri studenti sono digiuni di ml e la cosa ci esalta. Il docente (un uruguaiano che lavora a Vienna) fa un'ottima e molto chiara presentazione toccando temi quali approccio probabilistico, knn, svm, k-means, dbscan, e altro, ma soprattutto feature selection. Il tutto dura fino alle 5 di pomeriggio, con solo tre quarti d'ora di pausa pranzo durante la quale reintegriamo giusto gli zuccheri persi.


A fine lezione, soddisfatti per il ripasso/approfondimento, scambiamo alcune parole con gli altri due studenti italiani che candidamente ammettono di non aver capito un tubo. A questo punto ci rechiamo nel laboratorio dove ci aspetta una esercitazione con weka. Nulla che non abbiamo già sperimentato abbondantemente in autonomia; ci sentiamo un po' come gli studenti secchioni che anticipano le spiegazioni dell'insegnante.

Andrea in versione studente secchione annoiato da un laboratorio troppo semplice

Scopriamo che weka, in realtà, è stato criticato dalla comunità scientifica poichè alcune implementazioni di algoritmi di ml non sarebbero del tutto corrette. In ogni caso il docente dice che per la maggior parte degli usi è più che adeguato. Finito il laboratorio scambiamo due parole con il ricercatore uruguaiano riguardo a GP, ovviamente lui non lo conosce.

Terminata la giornata di studio ci incamminiamo verso l'hotel per un pit-stop e poi usciamo per la cena. Le strade ci sembrano più affollate del solito e lo spropositato numero di coppiette ci ricorda che è San Valentino! Evitiamo con cura qualsiasi locale dotato di candele, cuori o palloncini rossi e troviamo rifugio in un locale stranamente semi-deserto e dall'arredamento antiquato. Tuttavia mangiamo abbondantemente e con soddisfazione.


La serata si conclude presto, percepiamo più freddo delle giornate precedenti anche se il termometro segna meno quattro... l'umidità è del 100%. Ci rintaniamo quindi in hotel senza che Andrea, stranamente, abbia molestato nessuno.

Phd School: day 1!

Finalmente arriva l'inizio della Phd School. Siccome l'apertura è prevista per il pomeriggio, decidiamo di dedicare la mattinata alla visita del quartiere ebraico. Così, dopo una abbondante colazione, con il fedele zaino di Enrico sulle spalle, ci incamminiamo a sud della città in cerca della celebre fabbrica di Shindler. La temperatura è abbastanza rigida, ma il sole mitiga un po' e, evitando accuratamente le zone d'ombra, camminiamo senza patire più di tanto il freddo. Sulla carta la nostra meta sembra abbastanza vicina, ma, in realtà, ci troviamo a camminare per più di un'ora.


Il quartiere ebraico stona un po' con il centro della città. Per quanto poco lontano, si vede subito che siamo  in una città dell'est. Ci sono muri crollati, palazzi diroccati e, addirittura, una fila di Fiat 126. Il tutto attorniato da una imponente architettura decisamente comunista. Procediamo con il giro turistico, ma non riusciamo, complice il poco tempo, a trovare la famosa fabbrica. Ci riproponiamo di ritornarvi più avanti e ci preoccupiamo di trovare un tram per tornare verso il centro.

In poco tempo arriva l'ora di raggiungere la facoltà di telecomunicazioni così, fatti gli ultimi ritocchi alle presentazioni, ci avviamo verso l'ateneo. Arriviamo giusto in tempo per l'inizio delle presentazioni degli studenti. Ci rendiamo conto che tutti sanno già quando dovranno parlare, tranne noi. Che abbiano distribuito l'ordine di presentazione prima che noi arrivassimo? Che sia stato fatto tutto per email e non abbiamo visto la posta (che arriva alla mail di facoltà)? Chiediamo informazioni ai vicini di banco e scopriamo che l'ordine è stato pubblicato online. Panico! Recuperiamo, in qualche modo, un accesso alla rete wifi e corriamo ad aprire il sito dell'evento. Mentre cerchiamo inizia la presentazione un certo Stefan. Troviamo la lista, la scorriamo... Stefan... Enrico! Oh Signore, tocca a noi!!

Tra l'altro, le presentazioni che abbiamo visto nella prima mezz'ora parlano tutte esplicitamente di traffico e sicurezza nelle reti e il pensiero di entrambi è: "non c'entriamo un piffero". Enrico si lancia. Inizia la sua presentazione sul Document Understanding. Da bravo italiano gesticola quanto basta, ma riesce a fare una signora presentazione e alla fine la platea pare interessata e porge alcune domande. Ci domandiamo come mai, ma presto lo capiremo...


Subito dopo tocca ad Andrea. Per la quinta volta parlerà della "Annotazione Automatica". La presentazione riscuote consensi e, oltre alle domande di rito su "ma funziona anche con persone non famose?", viene sollevata la questione delle privacy. Inizia lo show di Andrea che si scaglia contro Facebook ed affini, la discussione si espande alla platea, ma alla fine si risolve a tarallucci e vino. Poi una ragazza solleva la mano per fare un'altra domanda e Andrea la accoglie con fare sconsolate, della serie "potrò mai tornare al mio posto?".

Si prosegue con la sessione degli studenti, presenta una ragazza olandese tutta in tiro. Non si riesce a capire cosa stia facendo, tanto che il "session chair" la bacchetta facendole notare la pochezza della presentazione. Siccome la ragazza aveva usato il portatile di Enrico, abbandonato vilmente da Andrea dopo la sua presentazione, i nostri eroi corrono a recuperarlo. Enrico allora tende una trappola ad Andrea, che è solito millantare doti da seduttore: parla male di lui alla ragazza sostenendo di aver lasciato i suoi dati personale alla mercé di chiunque (alla faccia della privacy). Quindi lo chiama in causa e la ragazza, ovviamente, gli fa notare che doveva aspettarselo, essendo lui qullo contro la privacy. A quel punto Enrico prende a gomitate Andrea dicendogli "dai, dai", e il cadorino si lancia in un improbabile "visto che io sono contro la privacy, che ne dici di lasciarmi il numero di telefono?". La ragazza reagisce bene, troppo bene, e svicola proponendogli il numero dell'azienda in cui lavora. Andrea se ne torna al posto che le pive nel sacco.

Piccola pausa e si riprende con le presentazioni di chi fa ricerca nel campo del QoE: quality of experience. A nostro modesto parere, nulla di che: fuffa. Nemmeno loro sanno, per loro stessa ammissione, quale possa essere una metrica adatta per la valutazione e sembrano digiuni di molte tecniche di machine learning, tant'è vero che il "session chair" lo fa notare un po' a tutti. Ecco spiegato il motivo dell'interesse suscitato dalle nostre ricerche: almeno noi facciamo qualcosa!

Finite le presentazioni ci diamo alla serata social. Come prima cosa visitiamo il museo sotto al mercato coperto nella piazza centrale. Enrico sostiene, a ragione, che a Zuglio ci siano molte più cose da vedere. Per fortuna siamo entrati gratis per non si sa bene quale motivo. Quindi ci dirigiamo vero un ristorante consigliato dall'organizzatore per mangiare tipicamente polacco. Il posto è un po' turistico, a nostro modesto parere, e alla fine a decidere per noi è il cameriere. Scopriamo che non solo Enrico è vegetariano, così, mentre il resto della ciurma si rimpinza di carne, lui e una ragazza algerina si dedicano ad una zuppa di funghi.


Entrambi conveniamo che il ragazzo panamense che studia a Berlino sia troppo loquace perfino per due italiani, il che è tutto dire. In ogni caso la serata fila liscia e facciamo conoscenza con un turco, una colombiana, un austriaco appassionato di bicicletta e un meridionale emigrato in Austria. A fine serata ci stacchiamo dal gruppo che va a bere vodka (con loro c'è Miguel, il panamense, ne abbiamo avuto a sufficienza;  anche se Enrico avrebbe la tentazione di sfidarlo a bere per vedere chi regge meglio. Figurati se un panamense può reggere l'alcol come un friulano... scherzi?) e con noi vengono via anche un cinese attempato, la colombiana e la ragazza olandese. Nel tragitto verso casa abbiamo una sorpresa: la ragazza olandese parla benissimo l'italiano. Quasi meglio di certe persone del sud Italia. Grazie al cielo non abbiamo fatto gaffe parlando male di lei in italiano tra di noi. Buono a sapersi per il futuro! Ovviamente, se ve lo steste chiedendo, il motivo per cui parla così bene la nostra lingua è che ha avuto per due anni un ragazzo di Perugia. Non avevamo dubbi. Ecco anche spiegato come abbia risposto prontamente all'improbabile abbordaggio di Andrea... è abituata alle tattiche italiote.

Rincuorati per la mancata figuraccia, ci ritiriamo in albergo per riposare in vista della giornata di domani: si parlerà di Machine Learning! Non vediamo l'ora.

lunedì 13 febbraio 2012

Phd school: the tourist day!

Seconda giornata a Cracovia: la mattinata inizia con moolta calma (abbiamo sonno da recuperare) e dopo una abbondante colazione, ci equipaggiamo per la missione polare! Alle 10:30 usciamo dall'albergo pronti per affrontare il pungente freddo polacco.
L'albergo è a pochi passi dal centro e in un attimo raggiungiamo la piazza centrale. Dopo un rapido giro nel marcato coperto ci appostiamo sotto le torri per nulla gemelle della basilica in attesa del tradizionale trombettista: bisogna infatti sapere che in memoria di una sentinella morta per dare l'allarme di un'invasione mongola, a ogni ora del giorno un trombettista suona una triste melodia interrompendola all'improvviso a memoria dell'eroe deceduto.


Andrea viene costretto dal buon Enrico a visitare la basilica, casualmente è in corso la S.Messa domenicale... Andrea quindi è obbligato a sorbirsi un buon pezzo di sermone domenicale in polacco! Ci colpiscono due giovani ed avvenenti fanciulle che, entrate in chiesa, si inginocchiano lungamente sulla dure e fredde piastrelle per seguire la messa.

Evitato l'offertorio (Andrea era già provato) ci dirigiamo verso il castello del Wawel; dalla collina su cui sorge possiamo ammirare la Vistola ghiacciata e la città innevata. Visitiamo il museo del tesoro della corona, scoprendo con gioia che oggi non si paga il biglietto. Ammiriamo lance, spade, picche, armature e cannoni, ma il nostro occhio da ingegnere si perde sui meccanismi di innesco di balestre e moschetti...



Scendendo dal Wawel notiamo la statua del simbolo della città, il drago, e cediamo alle lusinghe di una foto da veri turisti... non può mancare la classica posa alla "Eric Medvet". Alla ragazza che gentilmente ci fotografa, quando ci domanda il senso di tale posa, Andrea risponde prontamente "is for the science"!


Nota flockloristica: il drago, nonostante il periodo di ristrettezze energetiche, il drago ogni cinque minuti sputa allegramente un getto di fuoco per la gioia di grandi e piccini.

Tornando in direzione centro passiamo davanti a due luoghi molto cari ad Andrea: il primo è un caratteristico camion di birra, il secondo è la casa in cui Karol Wojtyla visse da studente (la nonna aveva minacciato severe ritorsioni nel caso in cui fosse mancata una testimonianza del passaggio davanti la casa dell'unico papa).


Finalmente, all'alba della 4:30 di pomeriggio, andiamo a pranzare e McDonald non ci delude mai: era l'unico locale disposto a nutrirci a quell'ora. Enrico rimane positivamente impressionato dal fatto che un giovane polacco dopo aver pranzato da McDonald si facesse il segno della croce prima di lasciare la tavola.

Un paragrafo a parte va dedicato all'universo femminile. Se è vero che da queste parti non esistono donne brutte, ma solo poca vodka, è altresì vero che i polacchi hanno bisogno di berne davvero poca: facciamo fatica a trovare donne brutte. Oltre a questo in generale possiamo dire che se dovessimo fare un paragone fra Italia e Polonia, per quanto riguarda la gentilezza verso i turisti e la capacità di comunicazione in inglese dei giovani, l'Italia ne uscirebbe pesantemente sconfitta.

Dopo pranzo il sole è già basso e si iniziano a sentire i rigori del freddo. Ripariamo in albergo dove affiniamo le nostre presentazioni da fare l'indomani e siamo pronti per uscire all'ora di cena. Dopo un'attenta analisi scegliamo il locale ove nutrirci... il nostro naso però ci trae in inganno e ci ritroviamo attorniati da un numero decisamente troppo alto di italiani del sud: il locale è praticamente una colonia italiana. Tant'è vero che la cameriera appena ci vede ci domanda se vogliamo il menu in italiano. Ci nutriamo decisamente bene con cibo tipicamente polacco e una buona birra, il tutto ad un prezzo decisamente contenuto.


Terminata la lauta cena torniamo sui nostri passi verso l'albergo, nella piazza principale mentre combattiamo con il gelo polacco, udiamo un coraggioso suonatore ambulante di chitarra. Sia Enrico che Andrea sono ammirati dalla tenacia del musicista (sono -16°) e venendo meno all'usuale parsimonia offrono un obolo decisamente meritato.



Giusto il tempo di essere abbordati da alcune ambigue ragazze vestite in pelle, che Andrea sbologna rapidamente e raggiungiamo l'albergo prima di morire assiderati. 
Domani inizia la phd school... siamo curiosi di vedere cosa ci aspetta.

sabato 11 febbraio 2012

Phd School: the endless journey!


Se svegliarsi il sabato mattina, prima dell'alba e con la Bora che soffia non è il massimo della vita, farlo il giorno del proprio compleanno non ha prezzo. Se poi la levataccia è vanificata dal fatto che il treno che vorresti prendere è stato cancellato, beh, si può dire che questa settimana di Phd School a Cracovia inizi proprio col piede sbagliato. Inoltre, se il cadorino si ritrova in stazione ad aspettare il treno successivo, al friulano non va meglio: treno in ritardo a Udine di ben 25 minuti e coincidenza a Mestre a rischio,

Le cose non migliorano con i compagni di viaggio. Se Andrea ha la fortuna di viaggiare con dei volontari del "Movimento per la vita" che lottano contro l'aborto, Enrico si ritrova come vicina di posto una "simpatica" signora ucraina fondamentalista cristiana. Sì, avete capito bene: Enrico ha fatto il viaggio con qualcuno più cattolico di lui! La signora sapeva ben poco italiano, quel tanto che basta per invitare Enrico alla conversione, ma non abbastanza per capire che lui, in realtà, non ne aveva grosso bisogno!

Alla fine i nostri eroi, seppure con un po' di ritardo accumulato, sono riusciti ad incontrasi a Mestre per prendere il Frecciargento per Bologna. Il resto del tragitto scorre senza intoppi, e nel capoluogo emiliano incontriamo per la prima volta la neve. Raggiunto l'aereoporto e mollati i bagagli, iniziamo con l'estenuante attesa. Partiremo, non partiremo, quando partiremo? Ma sopratutto... arriveremo?

Alla fine veniamo imbarcati quasi in orario, ma l'attesa per il decollo effettivo è di ben 2 ore: dobbiamo aspettare che sghiaccino le ali. Le cose da fare sono poche, tant'è vero che ci appisoliamo entrambi e ci svegliamo poco prima del decollo. Il volo è tranquillo ed arriviamo a Cracovia con solo 2 ore di ritardo. Viste le previsioni catastrofiche ed apocalittiche della partenza, non possiamo nemmeno lamentarci.

Fa freddo (-14), ma non c'è vento e questo rende il clima accettabile. Mangiamo al volo in aeroporto, rendendoci conto che il costo della vita è molto più basso che da noi, e ci spostiamo verso il centro in treno. Curiosità; per prendere il treno usiamo un bus navetta che arriva alla partenza del treno esattamente quando arrivano i vagoni, evitandoci attese al freddo, con una precisione che ci lascia a dir poco sgomenti!

Arrivati in città Enrico da prova delle sua abilità nel chiedere informazioni agli autoctoni. In poco arriviamo all'albergo e restiamo decisamente soddisfatti della camera (e della receptionist), anche se troviamo un matrimoniale invece che due letti. Poco importa, ci ingegniamo e separiamo le brande.

In Polonia non si usano le lenzuola, semplicemente si dorme con un piumino appoggiato sopra e non infilato nel letto. Approfittiamo del bollitore in camera per farci un tè caldo e, un po' provati, ci rintaniamo sotto le coperte. Domani ci aspetta la nostra unica giornata da veri turisti ed Enrico ha un plico di 40 pagine di cose da vedere: Andrea sta quasi rimpiangendo di non andare a messa.