L'albergo è a pochi passi dal centro e in un attimo raggiungiamo la piazza centrale. Dopo un rapido giro nel marcato coperto ci appostiamo sotto le torri per nulla gemelle della basilica in attesa del tradizionale trombettista: bisogna infatti sapere che in memoria di una sentinella morta per dare l'allarme di un'invasione mongola, a ogni ora del giorno un trombettista suona una triste melodia interrompendola all'improvviso a memoria dell'eroe deceduto.
Andrea viene costretto dal buon Enrico a visitare la basilica, casualmente è in corso la S.Messa domenicale... Andrea quindi è obbligato a sorbirsi un buon pezzo di sermone domenicale in polacco! Ci colpiscono due giovani ed avvenenti fanciulle che, entrate in chiesa, si inginocchiano lungamente sulla dure e fredde piastrelle per seguire la messa.
Evitato l'offertorio (Andrea era già provato) ci dirigiamo verso il castello del Wawel; dalla collina su cui sorge possiamo ammirare la Vistola ghiacciata e la città innevata. Visitiamo il museo del tesoro della corona, scoprendo con gioia che oggi non si paga il biglietto. Ammiriamo lance, spade, picche, armature e cannoni, ma il nostro occhio da ingegnere si perde sui meccanismi di innesco di balestre e moschetti...
Scendendo dal Wawel notiamo la statua del simbolo della città, il drago, e cediamo alle lusinghe di una foto da veri turisti... non può mancare la classica posa alla "Eric Medvet". Alla ragazza che gentilmente ci fotografa, quando ci domanda il senso di tale posa, Andrea risponde prontamente "is for the science"!
Nota flockloristica: il drago, nonostante il periodo di ristrettezze energetiche, il drago ogni cinque minuti sputa allegramente un getto di fuoco per la gioia di grandi e piccini.
Tornando in direzione centro passiamo davanti a due luoghi molto cari ad Andrea: il primo è un caratteristico camion di birra, il secondo è la casa in cui Karol Wojtyla visse da studente (la nonna aveva minacciato severe ritorsioni nel caso in cui fosse mancata una testimonianza del passaggio davanti la casa dell'unico papa).
Finalmente, all'alba della 4:30 di pomeriggio, andiamo a pranzare e McDonald non ci delude mai: era l'unico locale disposto a nutrirci a quell'ora. Enrico rimane positivamente impressionato dal fatto che un giovane polacco dopo aver pranzato da McDonald si facesse il segno della croce prima di lasciare la tavola.
Un paragrafo a parte va dedicato all'universo femminile. Se è vero che da queste parti non esistono donne brutte, ma solo poca vodka, è altresì vero che i polacchi hanno bisogno di berne davvero poca: facciamo fatica a trovare donne brutte. Oltre a questo in generale possiamo dire che se dovessimo fare un paragone fra Italia e Polonia, per quanto riguarda la gentilezza verso i turisti e la capacità di comunicazione in inglese dei giovani, l'Italia ne uscirebbe pesantemente sconfitta.
Dopo pranzo il sole è già basso e si iniziano a sentire i rigori del freddo. Ripariamo in albergo dove affiniamo le nostre presentazioni da fare l'indomani e siamo pronti per uscire all'ora di cena. Dopo un'attenta analisi scegliamo il locale ove nutrirci... il nostro naso però ci trae in inganno e ci ritroviamo attorniati da un numero decisamente troppo alto di italiani del sud: il locale è praticamente una colonia italiana. Tant'è vero che la cameriera appena ci vede ci domanda se vogliamo il menu in italiano. Ci nutriamo decisamente bene con cibo tipicamente polacco e una buona birra, il tutto ad un prezzo decisamente contenuto.
Terminata la lauta cena torniamo sui nostri passi verso l'albergo, nella piazza principale mentre combattiamo con il gelo polacco, udiamo un coraggioso suonatore ambulante di chitarra. Sia Enrico che Andrea sono ammirati dalla tenacia del musicista (sono -16°) e venendo meno all'usuale parsimonia offrono un obolo decisamente meritato.
Giusto il tempo di essere abbordati da alcune ambigue ragazze vestite in pelle, che Andrea sbologna rapidamente e raggiungiamo l'albergo prima di morire assiderati.
Domani inizia la phd school... siamo curiosi di vedere cosa ci aspetta.

2 commenti:
ma cavoli, volete mettere? potrete dire ai vostri figli di aver visto un drago sputare fuoco!!!
Tra l'altro, noto che le patate che mangia Enrico sono decisamente migliori rispetto al film "ogni cosa è illuminata"...
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