sabato 11 febbraio 2012

Phd School: the endless journey!


Se svegliarsi il sabato mattina, prima dell'alba e con la Bora che soffia non è il massimo della vita, farlo il giorno del proprio compleanno non ha prezzo. Se poi la levataccia è vanificata dal fatto che il treno che vorresti prendere è stato cancellato, beh, si può dire che questa settimana di Phd School a Cracovia inizi proprio col piede sbagliato. Inoltre, se il cadorino si ritrova in stazione ad aspettare il treno successivo, al friulano non va meglio: treno in ritardo a Udine di ben 25 minuti e coincidenza a Mestre a rischio,

Le cose non migliorano con i compagni di viaggio. Se Andrea ha la fortuna di viaggiare con dei volontari del "Movimento per la vita" che lottano contro l'aborto, Enrico si ritrova come vicina di posto una "simpatica" signora ucraina fondamentalista cristiana. Sì, avete capito bene: Enrico ha fatto il viaggio con qualcuno più cattolico di lui! La signora sapeva ben poco italiano, quel tanto che basta per invitare Enrico alla conversione, ma non abbastanza per capire che lui, in realtà, non ne aveva grosso bisogno!

Alla fine i nostri eroi, seppure con un po' di ritardo accumulato, sono riusciti ad incontrasi a Mestre per prendere il Frecciargento per Bologna. Il resto del tragitto scorre senza intoppi, e nel capoluogo emiliano incontriamo per la prima volta la neve. Raggiunto l'aereoporto e mollati i bagagli, iniziamo con l'estenuante attesa. Partiremo, non partiremo, quando partiremo? Ma sopratutto... arriveremo?

Alla fine veniamo imbarcati quasi in orario, ma l'attesa per il decollo effettivo è di ben 2 ore: dobbiamo aspettare che sghiaccino le ali. Le cose da fare sono poche, tant'è vero che ci appisoliamo entrambi e ci svegliamo poco prima del decollo. Il volo è tranquillo ed arriviamo a Cracovia con solo 2 ore di ritardo. Viste le previsioni catastrofiche ed apocalittiche della partenza, non possiamo nemmeno lamentarci.

Fa freddo (-14), ma non c'è vento e questo rende il clima accettabile. Mangiamo al volo in aeroporto, rendendoci conto che il costo della vita è molto più basso che da noi, e ci spostiamo verso il centro in treno. Curiosità; per prendere il treno usiamo un bus navetta che arriva alla partenza del treno esattamente quando arrivano i vagoni, evitandoci attese al freddo, con una precisione che ci lascia a dir poco sgomenti!

Arrivati in città Enrico da prova delle sua abilità nel chiedere informazioni agli autoctoni. In poco arriviamo all'albergo e restiamo decisamente soddisfatti della camera (e della receptionist), anche se troviamo un matrimoniale invece che due letti. Poco importa, ci ingegniamo e separiamo le brande.

In Polonia non si usano le lenzuola, semplicemente si dorme con un piumino appoggiato sopra e non infilato nel letto. Approfittiamo del bollitore in camera per farci un tè caldo e, un po' provati, ci rintaniamo sotto le coperte. Domani ci aspetta la nostra unica giornata da veri turisti ed Enrico ha un plico di 40 pagine di cose da vedere: Andrea sta quasi rimpiangendo di non andare a messa.


2 commenti:

Giorgio Davanzo ha detto...

Anche io avevo fatto un viaggio (in aereo) con un fondamentalista cristiano... esperienza interessante!

Alberto Bartoli ha detto...

A proposito della precisione con la quale è arrivato il bus navetta, a me era capitata una esperienza simile a Tromso (Norvegia, circolo polare artico). Anche lassù i pullman hanno orari ultraprecisi; se ad una fermata il pullman deve passare alle 22.27 passa alle 22.27; e se arriva alle 22.26 aspetta un minuto. Con quelle temperature ne va della vita delle persone...