domenica 19 febbraio 2012

Phd School: come back home!

Ultima giornata in terra polacca. Visto che dobbiamo prendere l'aereo alle 18.20, Enrico decide che sarebbe bene svegliarsi alle 9. Anzi, forse è meglio alle 8.45, per non correre rischi. Andrea fa finta di dormire, ma non resiste per molto, così andiamo a fare la solita abbondante colazione e ci prepariamo per lasciare l'albergo. Pagato il conto lasciamo i bagagli in custodia al portiere e ci avviamo verso il centro per un'ultima visita.

Passeggiando per la piazza del mercato, l'attenzione di Enrico viene attirata da una scritta familiare sulle finestre:  abbiamo trovato la sede polacca di Google! Per la cronaca stanno assumendo personale. Andrea scopre cosa vuole fare da grande e ci pensa seriamente. (Enrico ci tiene a sottolineare che non ci siano dubbi sulle motivazioni).





Continuando nella passeggiata troviamo una pasticceria che in vetrina presenta delle torte davvero ben fatte. Una in particolare incanta Andrea. Si cercano volontari/e per una riproduzione fedele!



Andiamo verso l'ufficio delle poste per spedire le doverose cartoline. L'acquisto dei francobolli si rivela più complicato del previsto, dato che l'interazione con l'utente degli impiegati polacchi ricorda molto quello dei loro colleghi italiani. Per restare in tema, una pessima QoE!
Sentiamo per l'ennesima volta il trombettista che dalla torre suona la solita, triste melodia allo scoccare dell'ora e ci fermiamo a guardare dei locali impegnati nel liberare i tetti dalla neve. Qui è un'operazione comune e frequente e il rumore della neve che cade sembra quello di un bombardamento aereo, ma ormai ci siamo abituati.

Ci dedichiamo al doveroso shopping da turisti, facciamo i conti di quanti Zloty ci restino in tasca e decidiamo di spenderli in Pierogi z Miesem e Pierogi z Kapusta, i tortellini tipici polacchi. Abbiamo scoperto che saziano molto di più del equivalente nostrano e costano decisamente poco e sono perfetti per arrivare fino Italia per l'ora di cena. Ci concediamo perfino l'ultima birra polacca che, se non si fosse ancora capito, costa quanto l'acqua. Puntiamo al ristorante che ci ha ospitati la prima sera... ci sembra la soluzione più comoda e poi Andrea vuole rivedere le cameriere!



Dopo un pranzo molto soddisfacente, torniamo in albergo, recuperiamo e ci avviamo verso la stazione. Qui incontriamo di nuovo il cinese chiacchierone della Phd School, un brivido ci corre lungo la schiena, ma per fortuna deve ancora fare il biglietto e la puntualità delle ferrovie polacche ci salva. Il viaggio verso l'aeroporto è rapido, ma Enrico trova lo stesso il tempo di fare un pisolino.

Facciamo il check-in, passiamo i controlli di sicurezza e non troviamo di meglio da fare che aspettare guardando i controlli fatti dai militarti in maniera decisa, rapida e severa, ma allo stesso tempo rispettosa e gentile. Andrea ne approfitta per lustrarsi gli occhi un'ultima volta, Enrico invece dorme.



Il volo parte un po' in ritardo, ma è tranquillo e arriviamo a Bologna con  addirittura 5 minuti d'anticipo. Raggiungiamo a piedi l'uscita e i bagagli arrivano praticamente subito. Va tutto alla perfezione e arriviamo in stazione con ben 2 ore di anticipo.



Ci va un po' peggio coi treni. Se fino a da Bologna a Mestre tutto va bene, nella stazione veneta dobbiamo aspettare un'ora abbondante per prendere la coincidenza. Purtroppo abbiamo scelto la giornata sbagliata per tornare: è sabato e c'è il carnevale di Venezia. Enrico riesce a malapena a salire sul treno per Udine, strapieno, e Andrea deve farsi un pezzo in piedi sul treno che lo riporterà a Trieste.


Per la cronaca, tra i ragazzi seduti ce ne sono tre che pensano il treno stia andando a Treviso e scoprono l'amara verità solo quando Andrea glielo fa notare con una vena lievemente ironica: loro sono seduti, ma sul treno sbagliato, lui in piedi in quello giusto.

Così si conclude la nostra avventura polacca! Buonanotte a tutti!

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