Prosegue la lenta, ma inesorabile, conquista del mondo da parte del laboratorio di programmazione di reti di calcolatori (altri 'di'?).
Partiti ad ore antelucane, i nostri eroi si sono ritrovati alla spicciolata in stazione: uno con largo anticipo in stazione (il friulano), l'altro zoppicando mestamente senza biglietto e con il mal di stomaco (il cadorino) e il terzo accompagnato dal babbo direttamente in treno (il bisiaco).
Si, avete capito bene, in questa storia non c'è traccia di triestinità!
Il viaggio parte tranquillo e lo scompartimento è quasi tutto per noi. Ad ogni stazione si aggiunge qualcuno, che via via annoiamo con discorsi di path-finding o di machine-learning. Ma a quando pare falliamo perchè una ragazza ci saluta scendendo a Padova.
Senza intoppi di sorta, con Andrea ed Enrico che scuscitano curiosità nei passeggeri ascoltando strane lezioni in inglese, il treno giunge placidamente a Firenze.
Giusto per ricordarci che siamo decisamente essere a sud del Po, quando andiamo a fare i biglietti per il ritorno, la bigliettaia ci chiude in faccia lo sportello. Abbiamo mestamente cambiato stazione (3 km a piedi da Rifredi a S.M.Novella) e qui fatto pazientemente una lunga coda per ottenere gli agoniati biglietti. Nonostante tutto ciò Enrico gioisce nello scoprire un po' di firulanità anche qui (vedi angolo del monitor nella foto).
Iniziamo il tour di Firenze, Santa Maria Novella e poi la ricerca di un posto dove cibarci. Ne troviamo uno carino ed economico, Andrea ne esce satollo e contento come si vede dalla foto.
Per la gioia della restante parte del Lab troviamo anche un po' di triestinità posticcia: probabilmente con trieste non hanno nulla a che fare, ma il nome è veramente evocativo!
Passiamo davanti a Palazzo Pitti dove conosciamo un po' di stranieri e, sopratutto, una simpatica ragazza russa. Giunti poi a Ponte Vecchio facciamo una foto da classici turisti, rendendo omaggio al prof. Eric "Pigna" Medvet. Enrico rimane lievemente deluso dal ponte vecchio: in fondo ci sono solo gioiellerie.
Ammiriamo dall'esterno il museo di Palazzo Vecchio, e riscontriamo una inaspettata somiglianza fra un componente della truppa e un famoso monumento... provate a indovinare quale!
Subito dopo ci siamo spostati verso piazza del Duomo. Qui Enrico riesce ad inbucarsi in una comitiva di giapponesi e trascina con se i colleghi a visitare, controvoglia, la Chiesa. Dentro tuttavia lo spettacolo non è paragonabile con l'esterno.
Continuiamo la visita della città coadiuvati dalle più moderne tecnologie: parliamo dell'Andrea Maps che ci guida con perizia verso la meta.
Giunge l'ora di proseguire, ma non prima di aver provate un McMilckshake, verso la nostra vera meta: Pissa! Torniamo alla stazione S.M. Novella e ci arabattiamo per cercare di obliterare i biglietti: non ci sono obliteratrici funzionanti! L'avventura si conclude con un imperioso scatto di Marco che percorre tutta la stazione fino all'ingresso, timbra e quindi ritorna indietro con una mai vista leggiadria.
Il treno è, a dir poco, strapieno. Ci sediamo di fianco ad un distinto signore che, incredibilmente, non apprezza la nostra compagnia e, immediatamente, si alza e si siede altrove. Al nostro fianco notiamo una curiosa chimera: portatile di Enrico, capelli di Eric e corpo di Andrea Petronio! La foto ha dell'incredibile.
Arriviamo infine a Pissa, ma notiamo che gli autoctoni non sembrano pronuciare proprio così il nome della città: siamo un poco confusi, ci eravamo esercitati per tutto il viaggio! Pissa!
Usiciti dalla stazione ci imbattiamo in un immenso cantiere e perdiamo un po' di tempo per aggirarlo. A dire il vero la città non pare troppo luminosa, anzi, le strade sono un poco buie rispetto a Trieste. Addirittura sorprendiamo il friulano a rimpiangere il capolugo giuliano... fate voi! Arriviamo in albergo: la stanza è immensa e fornita perfino di una cucina. Ci sono 2 letti: un matrimoniale e un divano letto. Decidiamo di affidare il posto signolo alla sorte usando un'applicazione per smartphone: i dadi! Chi fa il tiro più alto vince. Inizia Andrea: doppio 6. Partita conclusa tra le proteste di Marco ed Enrico: non si capisce chi ce l'abbia con chi. Placati gli animi decidiamo di uscire, non prima però di getterci in foto da "bimbiminkia".
Giriamo un po' per la città, sempre aiutati dal fido Andrea Maps, fino a trovare una delle pizzerie _imposta_ suggerita dal capo: il Montino.
Locale minuscolo, iperaffollato, di difficile accesso e dalla disposizione labirintica. Tuttavia la pizza è davvero ottima (nonostante la faccia di Andrea) e ci concediamo una doverosa cecina.
Ci buttiamo nella "movida" pisana, che, come anticipato da fonti bene informate, non è tutto sto granchè. Piano piano, con uno zoppo al seguito, raggiungiamo il Campo dei Miracoli da dietro, giusto per godere della Torre nella sua massima pendenza: al friulano vien voglia di rimboccarsi le maniche per raddrizzarla. Certe cose da loro non sarebbero successe!!
Infine, mestamente, torniamo verso l'albergo, supportati questa volta dal fido android di Enrico: Andrea ha dimenticato la Maps al ristorante. Fidati tu delle tecnologie moderne...
Ci infiliamo a letto pronti per assistere al workshop del giorno dopo.
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