venerdì 27 maggio 2011

The cup of life

Per la prima volta dopo 15 anni ho nuovamente assistito dal vivo ad una partita di calcio ad 11.
Nella squadra dei buoni giocavano: Alberto Bartoli, Eric Medvet, Andrea De Lorenzo, Andrea Petronio ed altri sconosciuti; nell'altra squadra non conoscevo nessuno, per semplicità nella mia mente erano i "romulani".

Segue la cronaca di un agnostico del calcio.

La partita si svolge nel campo di Via Locchi; quando arrivo è tutto iniziato da una decina di minuti, ma riesco comunque ad accaparrarmi un posto in tribuna. In effetti non è difficile perché non c'è quasi nessuno, ma la frase faceva comunque effetto e resta vera... La tifoseria è quasi tuttta per la squadra dei buoni, mentre i romulani hanno dalla loro solo tre supporters, che però ad un certo punto si lanciano pure in un coro da stadio.

Altra cosa curiosa: i supporters dei buoni sembrano capire di calcio anche meno di me; mi chiedono chi sia l'arbitro, e rimangono basiti quando tra un tempo e l'altro si invertono le porte. Poiché si accorgono che questa la sapevo, mi scambiano per uno che possa capirne più di loro...

La location resta comunque triste, sullo sfondo c'è un edificio abbandonato che ricorda molto la partita di calcetto fantozziana:
In realtà, più che partita fantozziana io mi aspettavo qualcosa di simile a quella giocata in Shaolin Soccer.

Primo problema da risolvere: quale sarà la porta dei buoni e quale quella dei romulani? Mi ci vogliono 5 minuti abbondanti, ma poi capisco che il portiere vestito di giallo è della squadra buona.

Altro dilemma: chi è l'arbitro? La squadra buona è tutta in divisa, ma l'altra è vestita a caso; c'è una persona pelata vestita di nero, che non si muove correndo molto, e decido che è l'arbitro. Solo che poi tocca la palla e gioca anche lui; sono nella confusione più totale.
Alla fine capisco che l'arbitro non è una costante della partita, ma varia nel tempo... e la cosa non ha molto senso, perché conosco solo una persona che potrebbe fare l'arbitro imparziale pur essendo di una squadra: Eric.

Il gioco è violento, subdolo, gli avversari si possono pure toccare (!!!). Andrea DL finisce ruzzoloni, ma non credo che gli venga data soddisfazione dall'arbitro.

I commenti dalla tribuna romulana sono sprezzanti: la loro squadra è superiore in tecnica, ma sono fortemente penalizzati dalla panchina lunga dell'avversario (credo significhi che i buoni hanno più pezzi di ricambio).
In realtà i romulani hanno dalla loro un marcantonio panzuto (pantaloncini verdi e maglia azzurra) che sembra avere l'unico scopo di atterrare gli avversari; in un contrasto Eric viene sbalzato dal campo e finisce sulle grate/grattuggia del parchegg io sotterraneo che delimitano il campo. L'arbitro non fischia, misteri... tra l'altro, lo stesso personaggio diventerà poi arbitro. Mah! misteri!!
Ad un certo punto i buoni segnano, primo goal! 1-0.
Il gioco procede senza troppi festeggiamenti.
Il super allenatore della squadra buona è Ezio: un simpatico signore sulla 50ina, con un fisico invidiabile, ma molto apprezzato per la tecnica dalla panchina buona. Altro eroe è il portiere in giallo, "Lillo", il quale mi dicono abbia sfiorato la carriera da professionista. In effetti, ha fatto tutta una serie di parate molto acrobatiche.

Eric si butta sulla palla come il mio cane si butta sulle crocchette: con una fame atavica, dimentico di tutto fuorché della meta colorata da raggiungere. A quanto pare però è considerato un avversario temibile, perché i romulani lo fanno sempre marcare da quello che sembra essere il loro mozzo con più polmoni:
Andrea P è invece molto più chirurgico nei suoi interventi; studia bene dove lanciare la palla prima di tirarla, è come se si vedessero aleggaire sopra di lui equazioni balistiche. C'è da dire che è anche una delle poche persone a cui Eric passa la palla, ma magari è solo una mia impressione.
Intanto il capo è ancora in panchina, ma filma e segue la partita. In realtà verso la fine del primo tempo fa riscaldamento, e poi si mette in fondo al campo con degli amici. Non so a voi, ma a me sembra che stia pensando "fatemi giocare, scegli me per il prossimo cambio"
I minuti passano, la cosa inizia a diventare quasi noiosa, ma ad un certo punto (del tutto casuale, direi) si interrompe il gioco per l'intervallo.

Dopo 10 minuti si rincomincia; Andrea DL esce (e, per quanto posso capire, ha giocato bene e non pare stanco) ed entra il capo.

Il gioco riprende e, dopo poco, i buoni segnano nuovamente. Non ho capito come, ma a quanto pare Eric c'entra qualcosa nel goal perché festeggia e riceve parte degli applausi dei compagni di squadra; onestamente, stavo guardando il buzz!
Tra l'altro Eric sembra cadere sempre in modo esagerato; ogni volta che un giocatore si avvicina in modo sufficiente da alterare il suo campo gravitazionale, Eric precipita al suolo:
Le tenebre si addensano sul campo, e le luci fanno parzialmente cilecca. Nonostante ciò, sono riuscito a catturare questa performance del capo (#22):
Verso la fine della partita i romulani riescono a segnare il loro primo goal; la squadra dei buoni non si da pervinta e, a pochi minuti dalla fine, riesce a segnare il terzo goal.
A qualche secondo della fine inoltre Eric riesce a segnare il quarto goal, e festeggia la vittoria (questo dettaglio era stato rimosso dalla mia memoria nella prima stesura):
Una nota divertente: verso la fine del gioco, ho avuto l'impressione che nessuno sapesse quanto tempo mancava esattamente. Ezio ed il comandante romulano si sono messi a chiacchierare qualche secondo, e devono aver raggiunto un accordo. Curioso...

Alla fine: Eric ha giocato tutto il tempo, Andrea P per circa 2/3 della partita, così come Andrea DL (che è rientrato verso la fine), il capo si è fatto tutto il secondo tempo.

1 commenti:

Alberto Bartoli ha detto...

Non posso esimermi dall'aggiungere che i cambi erano programmati...i veci non erano in grado di giocare tutta la partita; io ho giocato il secondo tempo perché non riuscivo ad arrivare in tempo per il primo...